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Bambini e schermi: come gestire tablet e smartphone senza affaticare gli occhi

Tablet e smartphone fanno ormai parte della quotidianità di molti bambini. Vengono utilizzati per giocare, guardare video, comunicare e, soprattutto con la crescita, anche per attività scolastiche.

Il problema non è necessariamente lo schermo in sé, ma quanto tempo viene utilizzato e in quali condizioni. Un uso prolungato può infatti favorire affaticamento degli occhi, secchezza e difficoltà a mantenere una visione confortevole.

Per questo è importante aiutare i bambini a sviluppare alcune semplici abitudini.

Perché gli schermi possono affaticare gli occhi?

Quando guardiamo uno schermo per molto tempo, tendiamo a mantenere gli occhi concentrati sulla stessa distanza e a sbattere meno frequentemente le palpebre.

Questo può favorire la comparsa di alcuni disturbi, come:

  • occhi stanchi o pesanti;
  • bruciore o sensazione di secchezza;
  • mal di testa;
  • difficoltà a mantenere la concentrazione;
  • visione temporaneamente meno nitida.

Questi disturbi sono spesso legati all’affaticamento visivo e possono migliorare dopo una pausa.

La distanza dallo schermo è importante

Uno degli aspetti da controllare è la distanza.

Smartphone e tablet vengono spesso tenuti molto vicini al viso, soprattutto dai bambini. È preferibile evitare di utilizzarli a distanza troppo ravvicinata e incoraggiare il bambino a mantenere una posizione comoda, senza avvicinare continuamente il viso allo schermo.

Anche la dimensione dello schermo può fare la differenza: quando possibile, per attività prolungate è preferibile utilizzare un dispositivo più grande piuttosto che uno smartphone.

Meglio fare delle pause frequenti

Non è necessario aspettare che compaiano fastidio o stanchezza per interrompere l’attività.

Durante l’utilizzo prolungato di tablet e smartphone è utile fare pause regolari, alzando lo sguardo e guardando per qualche momento oggetti più lontani.

Una regola spesso utilizzata per ricordare questa abitudine è quella del 20-20-20: ogni 20 minuti, guardare per 20 secondi qualcosa che si trova a circa 20 piedi, cioè 6 metri, di distanza.

Per i bambini può essere semplicemente trasformata in un’abitudine: finito un gioco o un’attività, ci si alza, si cambia ambiente o si guarda fuori dalla finestra.

Attenzione anche alla luce dell’ambiente

Anche l’ambiente in cui viene utilizzato lo schermo è importante.

Meglio evitare di guardare tablet o smartphone in una stanza completamente buia oppure con una luce molto intensa che crea riflessi sul display. Una buona illuminazione ambientale aiuta a rendere più confortevole l’attività.

Anche la luminosità dello schermo può essere regolata in base all’ambiente, evitando impostazioni eccessivamente alte o basse.

Non solo tempo davanti agli schermi

Per la salute e il benessere visivo dei bambini è importante considerare anche ciò che succede quando lo schermo è spento.

Trascorrere tempo all’aperto, giocare, muoversi e alternare le attività da vicino con momenti di visione a distanze maggiori sono buone abitudini da mantenere nella quotidianità.

L’obiettivo, quindi, non è necessariamente eliminare tablet e smartphone, ma trovare un equilibrio tra attività digitali, movimento, gioco e tempo trascorso all’aperto.

Quando è il caso di fare un controllo?

Se un bambino lamenta frequentemente mal di testa, bruciore agli occhi o difficoltà a vedere nitidamente, oppure tende ad avvicinarsi molto agli schermi, strizzare gli occhi o assumere posizioni insolite per guardare, è bene non ignorare questi segnali.

Un controllo della visione può essere utile per verificare la situazione e capire se ci sono eventuali esigenze visive da approfondire!

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